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J. S. BACH

"WACHET AUF, RUFT UNS DIE STIMME"

BWV 140

Testo tedesco di PHILIPPE NICOLAI

I. Coro

Svegliatevi, ci chiama la voce

delle sentinelle in alto sui merli delle mura:

“Sveglia, città di Gerusalemme!”

La mezzanotte scocca,

ci chiamano con voce acuta:

“Dove siete, vergini sagge?

Su, lo sposo viene,

alzatevi, ponete le lampade. Alleluia.

Preparatevi per le nozze,

dovete andare incontro a lui”. 

II. Recitativo (Tenore)

Egli viene,

lo sposo viene!

Voi, figlie di Sion, uscite,

egli si affretta a partire dall'alto dei cieli,

per giungere alla dimora di vostra madre.

Lo sposo viene. Egli simile ad un capriolo

e ad un cerbiatto

che salta sulle colline

e porta a voi il banchetto nuziale.

Svegliatevi, animatevi,

per accogliere lo sposo;

là, vedete, è arrivato.

III.  Aria, Duetto (Soprano, Basso)

Quando vieni tu, mia Salvezza?

Io vengo, io che sono parte di te.

Io aspetto con l’olio della lampada che brucia.

Io apro la sala

 – Apri la sala –

 per il banchetto celeste!

Vieni, Gesù!

Io vengo.

Vieni, anima cara.

IV. Corale (Tenore)

Sion ascolta le sentinelle cantare,

Il cuore le balza nel petto per la gioia,

si sveglia e subito si alza.

Il suo amico scende splendido dal cielo,

forte nella  grazia e potente nella verità.

La sua luce diviene luminosa, la sua stella sorge.

Ora vieni, tu gloriosa corona,

Signore Gesù, figlio di Dio.

Hosanna!

Noi tutti lo seguiamo

nella sala della gioia

e celebriamo il banchetto del Signore.

V. Recitativo (Basso)

Vieni da me,

Da me, mia sposa diletta!

A te mi sono

affidato per l'eternità.

Ti poserò sul mio cuore,

sul mio braccio

come un sigillo

e rallegrerò il tuo sguardo afflitto.

Ora, anima mia, dimentica

l’angoscia ed il dolore,

Che devi sopportare;

sulla mia mano sinistra riposerai

e la mano destra ti accarezzerà.

VI. Aria Duetto (Soprano, Basso)

Il mio amico è mio!

E io sono tuo!

L’amore non ci separerà!

Insieme a te io

– tu insieme a me –

mi delizierò tra le rose del cielo,

 Là sarà gioia, pienezza ed estasi.

VII. Corale (Coro)

Sia cantata gloria a Te

con lingue umane ed angeliche,

con arpe e con cembali.

Di dodici perle sono fatte le porte

nella Tua città; noi siamo compagni

degli angeli posti in alto intorno al Tuo trono.

Nessun occhio ha ancora scorto,

nessun orecchio ha ancora ascoltato

una tale gioia.

Per essa noi siamo felici,

evviva!

In eterno in dulci jubilo.

I. Chor

Wachet auf, ruft uns die Stimme

Der Wächter sehr hoch auf der Zinne:

“Wach auf, du Stadt Jerusalem!”

Mitternacht heißt diese Stunde,

sie rufen uns mit hellem Munde:

“Wo seid ihr klugen Jungfrauen?

Wohl auf, der Bräutgam kömmt,

steht auf, die Lampen nehmt. Alleluja.

Macht euch bereit zu der Hochzeit,

ihr müsset ihm entgegen gehen”.

II. Rezitativ

Er kommt, er kommt,

der Bräutgam kömmt!

Ihr, Töchter Zions, kommt heraus,

sein Ausgang eilet aus der Höhe

in euer Mutter Haus.

der Bräutgam kömmt, der einem Rehe

Und jungen Hirsche gleich

Auf denen Hügeln springt

und euch das Mahl der Hochzeit bringt.

Wacht auf, ermuntert euch,

der Bräutgam zu empfangen;

dort, sehet, kommt er hergegangen.  

III. Arie, Duett 

Wenn kommst du, mein Heil?

Ich komme, dein Teil.

Ich warte mit brennendem Öle.

Ich öffne den Saal

– eröffne den Saal –

zum Himmilschen Mahl!

Komm, Jesu!

Ich komme.

Komm, liebliche Seele.

       IV. Choral 

Zion hört die Wächter singen,

das Herz tut ihr vor Freuden springen

sie wachet und steht eilend auf

Ihr Freund kommt von Himmel prächtig,

von Gnaden strark, von Wahrheit mächtig.

Ihr Licht wird hell, ihr Sterngeht auf.

Nun Komm, du werte Kron'.

Herr Jesu, Gottes Sohn.

Hosanna!

Wir folgen all

Zum Freudensaal

und halten mit das Abendmahl.

V. Rezitativ 

So geh herein zu mir,

du mir, erwählte Braut!

Ich habe mir mit dir

Von Ewigkeit vertraut.

Dich will ich auf mein Herz,

auf meinen Arm gleich wie ein

Siegel setzen

und dein betrübtes Aug' ergötzen.

Vergiβ, o Seele, nun

Die Angst, den Schmerz

den du erdulden müssen

auf meiner Linken sollst du ruhn

und meine Rechte soll dich küssen. 

VI. Arie, Duett

Mein Freund ist mein!

Und ich bin dein!

Die Liebe soll nichts scheiden!

Ich will mit dir

– du sollst mit mir –

in Himmels Rosen weiden,

da Freude die Fülle, da Wonne wird sein. 

VII. Choral 

Gloria sei Dir gesungen

Mit Menschen- und englischen Zungen,

mit Harfen und mit Cymbeln schon.

Von zwölf Perlen sind die Pforten

An deiner Stadt; wir sind Konsorten

Der Engel hoch um deinen Thron.

Kein Aug' hat je gespürt,

Kein Ohr hat je gehört

solche Freude.

Des sind wir froh,

io, io!

Ewig, in dulci jubilo.