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F. SCHILLER

"AN DIE FREUDE"

ALLA GIOIA

O amici, non questi suoni!

ma intoniamone altri

più piacevoli, e più gioiosi.

Gioia! 


Gioia, bella scintilla divina,

figlia di Elisio,

noi, ebbri e frementi, entriamo,

o celeste, nel tuo santuario. 


I tuoi incanti uniscono di nuovo

ciò che la moda ha crudelmente diviso.

Tutti gli uomini diventano fratelli

dove la tua ala leggera indugia.


Chi ha centrato il grosso colpo

di essere amico di un amico,

chi si è conquistato una donna cara

unisca il suo giubilo!


Tutti gli esseri bevono gioia

al seno della natura;

tutti i buoni, tutti i cattivi

seguono la sua traccia di rose.


Sì, chi anche una sola anima

può chiamare sua sulla faccia della terra!

e chi non ci è mai riuscito si allontani,

piangendo, da questa lega.


Lei ci diede baci e pampini

e un amico provato nella morte,

il piacere fu dato al verme

e il cherubino sta di fronte a Dio.


Allegri, come volano i suoi soli

Attraverso lo splendido piano del cielo,

seguite, fratelli, la vostra strada,

gioiosi, come un eroe alla vittoria.


Abbracciatevi, moltitudini!

Questo bacio al mondo intero!

Fratelli, sopra la volta stellata

deve abitare un caro padre.


Vi inginocchiate, moltitudini?

Intuisci il tuo creatore, mondo?

Cercalo sopra il cielo stellato!

Sopra le stelle deve abitare!

O Freunde, nicht diese Töne!

Sondern laßt uns angenehmere

anstimmen und freudenvollere.1

Freude! 


Freude, schöner Götterfunken,

Tochter aus Elysium,

wir betreten feuertrunken

Himmilsche dein Heiligtum.


Deine Zauber binden wieder

was die Mode strengt geteilt.

Alle Menschen werden Brüder 2

wo dein sanfter Flügel weilt. 


Wem dere große Wurf gelungen

Eines Freundes Freund zu sein,

wer ein holdes Weib errungen

mische seinen Jubel ein!


Freude trinken alle Wesen

An der Brüsten der Natur;

Alle Guten, alle Bösen

Folgen ihrer Rosenspur.


Ja, wer auch nur eine Seele

sein nennt auf dem Erdenrund!

Und wer’s nie gekonnt der stehle

weinend sich auf diesem Bund.


Küsse gab sie uns und Reben,

einen Freund geprüft im Tod,

Wollust ward dem Wurm gegeben

und der Cherub steht vor Gott.


Froh, wie seinen Sonne fliegen

Durch des Himmels prächt’gen Plan,

Wandelt, Brüder, eure Bahn,

Freudig, wie ein Held zu siegen.


Seid umschlungen Millionen!

diese Kuß der ganzen Welt!

Brüder, überm Sternenzelt muß

ein lieber Vater wohnen.


Ihr stürzt nieder, Millionen?

Ahnest du den Schöpfer, Welt?

Such' ihn über'm Sternenzelt!

Über Sternen muß er wohnen.



  1. 1. Verso scritto da Beethoven


2. Versione originale di Schiller:
Was der Mode Schwert geteilt;
Bettler werden Fürstenbrüder,